
La storia del Frutteto Garibaldi è fatta di dedizione e passione. L’attività di commercio di frutta e verdura con servizio a domicilio è stata fondata da Pasquale Dell’Olio, originario di Bisceglie, che si trasferì a Milano negli anni ’30, stabilendosi a Brera.
In quegli anni, molti lasciavano le campagne con le loro valigie di cartone per cercare opportunità a Milano, la metropoli accogliente. Mentre amici e parenti si insediavano in periferia, in zone in espansione come Lambrate, Pasquale, amante della bellezza, non volle mai lasciare Brera. Amava il sapore di porto, l’atmosfera losca e romantica, e soprattutto gli abitanti affascinanti: nobili, borghesi, artisti, scrittori e intellettuali.
Nel 1938, Pasquale sposò Maria Soldani. Negli anni ’40 iniziarono l’attività di ambulanti in Via Moscova. Il 15 giugno 1950, dopo la guerra, realizzarono il sogno di aprire il primo negozio al dettaglio in Via Turati 10, ex Via Albania.

Da allora, ci furono diverse sedi sempre in Zona Brera: Via Pontaccio 23, Corso Garibaldi 30 e dal 1967 l’attuale sede in Corso Garibaldi 18, quasi di fronte al Teatro Fossati, che nutrì il suo amore per concerti, teatro e varietà.
Finalmente stabili in una sede grande, il fondatore imposta un modello innovativo: chi lavora per il frutteto ha vitto, alloggio e pranza all’interno. Negli anni ’60/’70, il negozio ha una visione lungimirante. Molti giovani, in stile hippie, desiderano lavorarci, ma la selezione è rigida: capelli corti, niente barba, niente fumo, camicie pulite, niente fantasie floreali, molta disponibilità, educazione e voglia di crescere. Serve un’etichetta: commessi qualificati, non più garzoni analfabeti. Mimmo, Girolamo Napoletano, dipendente storico dal 1972, ancora presente in sede, ne è una testimonianza vivente.

Personaggi come Dino Buzzati, Salvatore Quasimodo, Franz Ficara, Camilla Cederna e Pino Tovaglia, e molti altri, frequentavano il negozio. Nel 1972, a soli 61 anni, Pasquale cede la licenza alla figlia Antonietta di 25 anni, che già lavorava al Frutteto dai 11 anni e studiava per la licenza media serale e la Scuola del Commercio di Via Murillo. Antonietta accetta la sfida con passione: “Ti lascio una miniera, mi disse mio padre,” affermava Antonia, “ma io quella miniera la amo più di me stessa, ecco perché il sacrificio mi viene facile.”

Negli anni 80, su intuizione di Mimmo, il commercio del frutteto si snoda su due binari: oltre la clientela a minuto si iniziano a servire anche bar e ristoranti storici della zona come Bar Jamaica, il Banco di Via Pontaccio, La Libera, Il Rigolo, Al Matarel, La Pesa, Le Langhe, la Nuova Arena e il Vecchio Porco, ma soprattutto la Torre di Pisa, con i fratelli Meacci, la fornitura alla ristorazione è possibile grazie agli spazi del grande magazzino con due celle frigorifere del frutteto che funge anche da centro di smistamento per gli altri fruttivendoli del centro storico milanese. Si acquistano i mezzi adatti e si inizia a consegnare frutta e verdura a Milano2 per lo Sporting Club, per Mike Buongiorno, Augusto Martelli e molti altri. L’affetto con i clienti è reciproco e indispensabile. Diventano clienti affezionati anche Giorgio Strehler, il sindaco di Milano Carlo Tognoli, Walter Armanini, Laura Biagiotti, Etro, Nanni Strada, i fratelli Soldini e il mondo industriale come il Dott. Piero Bassetti, Leopoldo Pirelli, Leonardo Del Vecchio e il Dott. Branca. Il frutteto ha avuto l’onore di servire qualche volta perfino l’Avvocato Agnelli! Lo staff cresce fino a sette dipendenti, tutti uomini. Gli altri commercianti della zona, anche fruttivendoli, vedono Antonia come una guida. Un consiglio o una buona parola da parte sua è prezioso sulla possibile clientela.

Sempre negli anni ’80, la “Milano da bere” partecipa in modo attivo all’espansione del Frutteto Garibaldi. Antonia, con oramai 30 anni di esperienza, cavalca l’onda del periodo storico, grazie anche alla sua sempre viva ricerca, consolida il successo del frutteto inserendo sempre più prodotti di alta gastronomia e si fa promotrice delle composizioni di frutta disidratata confezionata in vassoi di ceramica come regali di Natale. Collaborando con le cuoche delle grandi case, prepara pinzimoni come composizioni di Arcimboldo, piatti di frutta fresca dal sapore rinascimentale, centritavola con frutta e verdura, piatti di frutta disidrata come dessert, arricchendo cene e feste milanesi. Con un innato senso estetico e un amore per i colori, sviluppa un’attenzione spasmodica per la vetrina, inserita in volumi sulle vetrine di Milano. Frutteto Garibaldi è uno dei primi frutteti a concentrarsi sull’immagine: biglietti da visita, sacchetti personalizzati, nastri, cesti e adesivi. Antonia imposta così un commercio di relazione, immagine e qualità dagli anni ’80, che ancora oggi caratterizza il frutteto.

Dal 2000 il Frutteto ospita progetti speciali legati al mondo del design e delle Arts and crafts. Nel 2017, Gala Fernandez Monteiro, miglior designer di Spagna, viene ingaggiata per serigrafare il negozio con pattern a tema frutta e verdura. Nel 2021, Antonia con la figlia Maria Angela lanciano il sotto brand sempre firmato da Gala, “Antonia’s Flowers”, dedicando una parte del negozio ad una bouqueterie con ricercati fiori di stagione; con la figlia Sandra invece si incrementa e cresce la quarta gamma dei preparati. Antonia nel 2022 ci lascia ma indica le figlie Maria Angela e Sandra come sue eredi sempre affiancate dallo storico collaboratore di una vita, Mimmo e da Pippo, Franco, Cesare, Alberto, fedeli colleghi. Un pezzo di Corso Garibaldi, Antonia e Antonio, non ci sono apparentemente più ma la loro anima è viva nella Storia del Frutteto Garibaldi, un luogo storico e magico che ospita l’attività che mantenendo intatti i valori con cui è nata e cresciuta: passione, devozione, onestà, costanza e innovazione, continua a rimanere un punto di riferimento… per le migliori tavole di Milano.
